I livelli della ragione

I livelli della ragione

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Lo sviluppo dei modelli di intelligenza artificiale ci fa riflettere ancora di più sulle modalità con cui l’uomo pensa e ragiona. Il libro “I livelli della ragione” è stato realizzato senza pensare minimamente a questi modelli e benché non vi siano in esso riferimenti all’intelligenza artificiale, ma solo alla natura della ragione umana, è inevitabile chiedersi quali siano le analogie e le differenze tra le due. Paradossalmente potrebbe sembrare che la vera differenza sia da ricercare nel carattere contraddittorio del pensiero umano che si contrappone all’efficienza della controparte artificiale offerta dalla tecnologia. La ragione umana ambisce alla coerenza, ma non la realizza. L’uomo possiede delle credenze che, se da una parte vengono trattate come certezze, dall’altra non possono che essere giudicate provvisorie. Come sia possibile credere a qualcosa la cui verità è giudicata provvisoria è a prima vista incomprensibile.

“I livelli della ragione” propone un modello della ragione umana stratificato in base al quale non vi è un’unica ragione monolitica, ma più ragioni che operano secondo fini diversi. Tale modello offre una spiegazione alla natura contraddittoria del pensiero.

“I livelli della ragione” è un’autoanalisi dell’autore che prende avvio da come gli appare il pensiero e il suo sviluppo. È un’indagine che inizia dal proprio percorso di riflessione e che sicuramente non trova affatto una conclusione definitiva in quest’opera.

Lo sviluppo della scienza e della comunità che intorno ad essa si è formata costituisce un elemento importante di studio e di analisi che consente di articolare il concetto di ragione ed estenderlo oltre la sfera individuale e definire una ragione di gruppo che plasma ed è a sua volta plasmata dalla ragione individuale.

Quanto ognuno di noi è convinto di essere plasmato o determinato dall’ambiente in cui vive e ha vissuto e quanto, invece, ritiene di essere indipendente da esso?

Una profonda riflessione potrebbe indicarci che siamo più plasmati e condizionati di quanto inizialmente possiamo supporre. Le nostre esperienze particolari definiscono il mondo in cui viviamo, il quale determinerà altre esperienze e così via. Come si crea questo mondo? Se si tratta di un mondo delle idee immanente fatto di concetti che regolano il nostro pensiero e le nostre azioni che controllo abbiamo su di esso?

Che cosa sono i fatti di cui la scienza si serve? Che cos’è l’oggettività? Il mondo scientifico e le sue regole cambia nel tempo, ma esso sembra preservare nei secoli delle idee fondamentali che lo distinguono da altri mondi o sistemi concettuali.

Quanto il mondo reale oggetto della conoscenza è separato dal soggetto che intende conoscerlo?

L’indebolimento del confine tra oggetto e soggetto ci mette di fronte a dei paradossi. Se non esistesse un confine tra il dichiarante e l’oggetto delle sue asserzioni, l’incertezza del primo, riflettendosi inopportunamente sul secondo, renderebbe il mondo inconoscibile secondo il consueto concetto di conoscenza: l’incertezza sarebbe di natura ontologica. Non esisterebbe più una netta distinzione tra il livello epistemologico e quello ontologico. “I livelli della ragione” mostra come la ragione formata da più livelli crea la propria ontologia ad un livello e la rimodella ad un livello superiore. Soggetto e oggetto sono parte o momenti della dinamica di questa ragione stratificata.

Consulta l’indice e l’introduzione del libro “I livelli della ragione”

Alvise Giubelli