Dal business automatizzato alla rinascita delle relazioni umane: un nuovo equilibrio possibile?

Dal business automatizzato alla rinascita delle relazioni umane: un nuovo equilibrio possibile?

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Il seguente è un articolo del futuro con una prospettiva ottimistica che forse potremo leggere davvero tra qualche decennio o meno. Le riflessioni che ne derivano sono attualissime.

Negli ultimi decenni, il processo di scalabilità del business ha ridefinito l’architettura del lavoro moderno.

L’introduzione pervasiva di automazione e intelligenza artificiale ha spesso portato alla disumanizzazione dei rapporti lavorativi. Fabbriche e uffici in precedenza brulicanti di vivaci interazioni personali si stanno progressivamente trasformando in ambienti dominati da macchine e software, in cui l’elemento umano assume un ruolo sempre più marginale.

La scalabilità ha sì migliorato l’efficienza e ridotto i costi, ma ha anche introdotto una certa freddezza nelle relazioni professionali. Dall’operaio la cui mansione è stata rimpiazzata da un robot all’impiegato la cui giornata lavorativa è monitorata e valutata da algoritmi, la sensazione predominante può essere un senso di alienazione. Il progresso, che una volta prometteva emancipazione dall’oppressione del lavoro, sembra ora erodere gli aspetti più calorosamente umani dell’esistenza professionale.

Anche i vecchi rapporti tra gli addetti alle vendite e i clienti sono stati sostituiti da processi automatici costituiti da efficienti virtual assistant e chatbot.

I clienti non sembrano più interessati ad instaurare un rapporto umano con il personale delle aziende, piuttosto sembrano soddisfatti dall’efficienza del servizio automatico che assomiglia sempre di più a quello umano senza i suoi difetti.

Tuttavia, questa narrazione inizia a cambiare colore quando esaminiamo l’effetto dell’automazione sugli aspetti non lavorativi della vita. L’economia del ‘fai per me’ ha liberato ore imponenti, precedentemente vincolate da doveri operativi e logistici, ora rese disponibili per attività di altro interesse. Il tempo libero, spesso sacrificato sull’altare della produttività, sta riacquistando il suo antico valore.

La società sta attestando una rinascita delle relazioni umane al di fuori delle mura d’impresa.

I genitori possono dedicare più tempo ai propri figli, amici possono coltivare passioni e interessi condivisi, e la ricerca di esperienze significative sembra trionfare sulla precedente marea di impegni senza fine.

Il volontariato, il turismo sostenibile, l’arte e la cultura stanno vivendo una nuova era d’oro, alimentati dall’affidamento di compiti quotidiani a entità automatizzate.

Viene da chiedersi: stiamo forse assistendo a un’inattesa riconquista dell’umanità?

Le stesse tecnologie che hanno attenuato il contatto umano nel lavoro lo stanno facilitando nella vita privata. Le relazioni si stanno riscoprendo più autentiche, e il tempo speso con le persone care sta guadagnando in qualità e quantità.

Nonostante le sfide presentate dalla crescente automazione nel mondo del lavoro, l’adattabilità umana emerge come luce guida verso un futuro potenzialmente più equilibrato e umano. Potrebbe non essere la fine delle interazioni umane, ma piuttosto una loro trasformazione:

il lavoro si automatizza, la vita si umanizza.