L’equazione di Price e la dinamica dei memi

L’equazione di Price e la dinamica dei memi

Saggi propedeutici

Selezione culturale, informazione e strutture gerarchiche nella diffusione delle idee

L’equazione di Price è nata per descrivere la selezione naturale, ma la sua struttura matematica non contiene nulla di biologico. Essa è un’identità sulla covarianza tra fitness e tratto, valida per qualsiasi sistema in cui un insieme di tipi aggiorna le proprie frequenze in modo proporzionale alla fitness. Questo saggio mostra come tale struttura si applichi alla diffusione culturale dei memi — intesi come qualsiasi unità di informazione identificabile e replicabile — e cosa si guadagna, e cosa si perde, in questo trasferimento.


1. Cosa è un meme in senso tecnico

Il termine “meme” fu introdotto da Richard Dawkins nel 1976 come analogo culturale del gene: un’unità di informazione che si replica passando da una mente all’altra. Nella letteratura successiva il concetto è stato affinato e ristretto. Ai fini di questo saggio useremo una definizione operativa precisa.

Definizione operativa di meme

Un meme è un’unità di contenuto informativo \(i\) che soddisfa le seguenti condizioni:

  1. Identificabilità: il meme può essere distinto da altri memi in modo intersoggettivamente stabile (per struttura, contenuto, formato o firma semantica).
  2. Replicabilità: il meme può essere copiato — condiviso, citato, parafrasato, remixato — producendo istanze riconoscibili come appartenenti allo stesso tipo.
  3. Differenziale di replica: diversi memi producono in media un numero diverso di copie per unità di tempo o per ciclo di esposizione.

Esempi: un’argomentazione politica ricorrente, un format narrativo (il “plot twist” moralizzante), uno slogan, un’immagine con didascalia fissa, un frame cognitivo (“tutto ciò che non è misurabile non è reale”). Tutti hanno una struttura identificabile, si replicano attraverso il comportamento comunicativo umano e mostrano differenziali di propagazione misurabili.

Non è necessario che il meme si replichi con fedeltà perfetta — anzi, come vedremo, la fedeltà imperfetta è uno dei punti critici del modello. È necessario soltanto che esista una nozione ragionevole di “tipo memetico” e che si possa misurare quante istanze di quel tipo sono presenti in una popolazione di comunicazioni in un dato istante.

2. La popolazione memetica e l’aggiornamento delle frequenze

Sia \(\mathcal{M} = \{1, 2, \dots, n\}\) l’insieme dei tipi memetici presenti in una popolazione di comunicazioni (post, articoli, conversazioni, video) in un dato istante \(t\). Il numero totale di istanze è \(N\), e il meme \(i\) compare \(N_i\) volte. La sua frequenza relativa è

$$p_i = \frac{N_i}{N}, \qquad \sum_{i=1}^n p_i = 1.$$

La fitness memetica \(w_i > 0\) è il numero medio di copie che un’istanza del tipo \(i\) produce nel passo successivo — condivisioni, citazioni, adozioni attive. La fitness media della pool è

$$\bar{w} = \sum_{i=1}^n p_i w_i.$$

L’ipotesi fondamentale — che discuteremo criticamente nella sezione 5 — è che le frequenze si aggiornino proporzionalmente alla fitness:

$$q_i = \frac{p_i w_i}{\bar{w}} = p_i \hat{w}_i,$$

dove \(\hat{w}_i = w_i / \bar{w}\) è la fitness relativa del meme \(i\). Si verifica immediatamente che \(\sum_i q_i = 1\).

Lettura intuitiva. Se un meme ha fitness relativa \(\hat{w}_i > 1\), la sua frequenza aumenta. Se \(\hat{w}_i < 1\), diminuisce. Il meccanismo è esattamente analogo alla selezione naturale, con la condivisione al posto della riproduzione e il ciclo di esposizione al posto della generazione.

3. L’equazione di Price per i tratti memetici

Sia \(z_i\) un tratto quantitativo del meme \(i\). Esempi di tratti culturalmente rilevanti:

Tratto \(z_i\)Interpretazione
Valenza emotivaDa −1 (paura/rabbia) a +1 (gioia/speranza), misurata da analisi del sentiment
Complessità argomentativaNumero di premesse esplicite, indice di leggibilità Flesch invertito
Polarizzazione politicaPosizione su un asse ideologico, misurata da embedding semantici
LunghezzaNumero di parole, secondi di video, caratteri
Specificità fattualeDensità di affermazioni verificabili per unità di contenuto

La media del tratto nella pool prima e dopo il ciclo di replica è

$$\bar{z} = \sum_i p_i z_i, \qquad \bar{z}’ = \sum_i q_i z_i.$$

Il cambiamento selettivo — cioè il cambiamento dovuto unicamente al differenziale di replica — è

$$\Delta_s \bar{z} = \bar{z}’ – \bar{z} = \sum_i q_i z_i – \sum_i p_i z_i.$$

Sostituendo \(q_i = p_i \hat{w}_i\) e usando \(\sum_i p_i \hat{w}_i = 1\):

$$\Delta_s \bar{z} = \sum_i p_i \hat{w}_i z_i – \left(\sum_i p_i \hat{w}_i\right)\left(\sum_i p_i z_i\right) = \operatorname{Cov}_p(\hat{w}, z).$$

Equazione di Price per la dinamica memetica

Il cambiamento selettivo della media di un tratto memetico è uguale alla covarianza, rispetto alla distribuzione corrente \(p\), tra fitness relativa e tratto:

$$\Delta_s \bar{z} = \operatorname{Cov}_p(\hat{w}, z).$$

La formula è un’identità esatta dato l’aggiornamento moltiplicativo delle frequenze. Non contiene approssimazioni né ipotesi sulla psicologia della condivisione.

Il risultato è potente nella sua semplicità: se i memi emotivamente intensi si condividono di più (covarianza positiva tra valenza emotiva e fitness), la valenza media della pool aumenta. Se i memi brevi si diffondono più velocemente, la lunghezza media diminuisce. La direzione e la velocità del cambiamento sono interamente determinate dalla covarianza.

4. La lettura informazionale: KL, Jeffreys e informazione selettiva

Il passaggio da \(p\) a \(q\) non cambia solo le medie: riorganizza l’intera distribuzione della pool memetica. Questa riorganizzazione ha una misura naturale nella teoria dell’informazione.

4.1 La divergenza di Kullback–Leibler

La divergenza KL in avanti misura quanto la distribuzione post-selezione \(q\) diverge da \(p\) quando \(p\) è il riferimento:

$$D(q \| p) = \sum_i q_i \log \frac{q_i}{p_i}.$$

Dato che \(q_i / p_i = \hat{w}_i\) e definendo la forza selettiva logaritmica \(m_i = \log \hat{w}_i\), si ottiene:

$$D(q \| p) = \sum_i q_i m_i = \mathbb{E}_q[m].$$

Nel contesto memetico, \(m_i\) misura il vantaggio relativo del meme \(i\) in scala logaritmica: è positivo per i memi favoriti dalla selezione, negativo per i penalizzati, nullo per i neutrali. La KL in avanti è la media di questo vantaggio dopo la selezione — pesata cioè dalle frequenze dei “vincitori”.

La KL inversa è:

$$D(p \| q) = -\sum_i p_i m_i = -\mathbb{E}_p[m].$$

4.2 La divergenza di Jeffreys e l’informazione accumulata

La divergenza di Jeffreys, simmetrica, somma le due:

$$J(p, q) = D(q \| p) + D(p \| q) = \mathbb{E}_q[m] – \mathbb{E}_p[m].$$

Sostituendo \(q_i = p_i \hat{w}_i\) e usando \(\mathbb{E}_p[\hat{w}] = 1\):

$$J(p, q) = \sum_i p_i \hat{w}_i m_i – \sum_i p_i m_i = \operatorname{Cov}_p(\hat{w}, m) = \operatorname{Cov}_p(\hat{w}, \log \hat{w}).$$

Doppia lettura della selezione memetica

Le due equazioni seguenti hanno identica struttura e descrivono lo stesso processo da angolazioni complementari:

$$\Delta_s \bar{z} = \operatorname{Cov}_p(\hat{w}, z) \qquad \text{(variazione del tratto)}$$ $$J(p, q) = \operatorname{Cov}_p(\hat{w}, \log \hat{w}) \qquad \text{(informazione accumulata)}$$

La prima usa il tratto culturale come seconda variabile. La seconda usa la forza selettiva logaritmica stessa. Sono due descrizioni dello stesso aggiornamento.

Concretamente: \(J(p,q)\) quantifica quanto il ciclo di replica ha riorganizzato la pool memetica in senso informazionale. Un ciclo con forte pressione selettiva produce una \(J\) grande; un ciclo quasi neutro (tutte le fitness simili) produce una \(J\) piccola.

5. La struttura gerarchica: piattaforme, comunità, individui

I memi non circolano in una popolazione omogenea: vivono in ambienti strutturati. Una stessa notizia si diffonde diversamente su Twitter, su Reddit e su WhatsApp. All’interno di Reddit, si diffonde diversamente in r/science e in r/conspiracy. La Price gerarchica cattura questa struttura.

5.1 Notazioni e frequenze

Sia \(S\) una variabile strutturale che prende valori \(s \in \mathcal{S}\) — per esempio le piattaforme. Il numero totale di istanze memetiche è \(N\), di cui \(N_s\) circolano nella struttura \(s\) e \(N_{is}\) appartengono al tipo \(i\) nella struttura \(s\). Le frequenze si decompongono come:

$$p_s = \frac{N_s}{N}, \qquad p_{i|s} = \frac{N_{is}}{N_s}, \qquad p_{is} = p_s \cdot p_{i|s}.$$

La fitness media nella struttura \(s\) è \(W_s = \sum_i p_{i|s} w_{is}\), e la fitness media totale è \(\bar{W} = \sum_s p_s W_s\). Le fitness relative ai due livelli sono:

$$\hat{W}_s = \frac{W_s}{\bar{W}}, \qquad \hat{w}_{i|s} = \frac{w_{is}}{W_s}.$$

Si verifica che \(w_{is} / \bar{W} = \hat{W}_s \cdot \hat{w}_{i|s}\), e prendendo il logaritmo si ottiene la decomposizione additiva delle forze selettive:

$$\log \frac{w_{is}}{\bar{W}} = \underbrace{m_s}_{\text{forza tra strutture}} + \underbrace{m_{i|s}}_{\text{forza entro struttura}}.$$

5.2 Decomposizione gerarchica

Sia \(\bar{z}_s = \sum_i p_{i|s} z_{is}\) il valore medio del tratto nella struttura \(s\). Applicando la legge della covarianza totale alla Price equation, si ottiene la Price gerarchica:

$$\Delta_s \bar{z} = \underbrace{\operatorname{Cov}_S(\hat{W}_s,\, \bar{z}_s)}_{\text{selezione tra strutture}} + \underbrace{\mathbb{E}_S\!\left[\hat{W}_s \operatorname{Cov}_{I|s}(\hat{w}_{i|s},\, z_{is})\right]}_{\text{selezione entro le strutture}}.$$

Nel caso memetico a tre livelli — piattaforme \(\mathcal{G}_1\), comunità \(\mathcal{G}_2\), individui \(\mathcal{F}\) — la formula si estende in modo additivo lungo la catena \(\mathcal{G}_1 \subseteq \mathcal{G}_2 \subseteq \mathcal{F}\):

$$\Delta_s \bar{z} = \mathbb{E}\!\left[\operatorname{Cov}(\hat{w}_1, z_1 \mid \mathcal{G}_0)\right] + \mathbb{E}\!\left[\operatorname{Cov}(\hat{w}_2, z_2 \mid \mathcal{G}_1)\right] + \mathbb{E}\!\left[\operatorname{Cov}(\hat{w}, z \mid \mathcal{G}_2)\right],$$

dove \(\hat{w}_\ell = \mathbb{E}[\hat{w} \mid \mathcal{G}_\ell]\) e \(z_\ell = \mathbb{E}[z \mid \mathcal{G}_\ell]\) sono le proiezioni condizionate al livello \(\ell\).

Interpretazione applicata

  • Termine tra piattaforme: misura quanto la deriva del tratto medio dipende dal fatto che le piattaforme, nel loro complesso, amplificano memi con certi valori di \(z\) più di altre. Un algoritmo di raccomandazione che favorisce contenuti emotivamente intensi indipendentemente dalla comunità contribuisce qui.
  • Termine tra comunità: misura la pressione selettiva esercitata dalle echo chamber. Se le comunità ad alta fitness (quelle che producono più condivisioni) sono anche quelle con valori estremi di \(z\), questo termine domina.
  • Termine intra-comunità: la selezione residua tra individui dentro la stessa comunità. Corrisponde alle differenze psicologiche individuali nell’adozione.

5.3 La mutua informazione come misura della rilevanza strutturale

La mutua informazione tra la variabile strutturale \(S\) e la fitness \(w\) è

$$I(S;\, w) = \sum_s p_s\, D\!\left(P(w \mid S{=}s) \,\|\, P(w)\right) = H(w) – H(w \mid S).$$

Essa risponde a una domanda operativa precisa: quanto la piattaforma in cui un meme circola è predittiva della sua fitness?

  • Se \(I(S; w) = 0\), la distribuzione della fitness è identica in tutte le strutture: la struttura non ha rilevanza selettiva e il termine tra strutture si annulla.
  • Se \(I(S; w)\) è alta, ogni struttura ha una “firma” propria di fitness e il termine tra strutture domina la dinamica complessiva.

In modo analogo, \(I(S; z)\) misura quanto la struttura organizza i valori del tratto. Quando entrambe le mutue informazioni sono alte, esiste una forte associazione struttura–fitness–tratto che produce una selezione tra strutture potente e sistematica.

6. Le condizioni necessarie all’applicazione del modello

La bellezza formale della Price equation non deve far dimenticare che essa è un’identità condizionale: vale esattamente solo se le sue premesse sono soddisfatte. Nel caso memetico queste premesse sono più fragili che in biologia.

Condizione C1 — Aggiornamento moltiplicativo delle frequenze

La condizione necessaria e sufficiente per la validità della Price equation è che la variazione di frequenza sia proporzionale alla fitness relativa: $$q_i = p_i \hat{w}_i \quad \Longleftrightarrow \quad \frac{dQ}{dP} = \hat{w}.$$ In termini operativi, questo richiede che la probabilità di sopravvivenza e replica di un’istanza memetica dipenda solo dal tipo \(i\) e non da fattori idiosincratici non catturati dalla fitness. È violata quando esistono effetti di primo arrivato, saturazione locale, o quando la visibilità di un meme dipende da fattori algoritmici indipendenti dal suo contenuto.

Condizione C2 — Trasmissione fedele o correzione esplicita

La Price equation nella forma \(\Delta_s \bar{z} = \operatorname{Cov}(\hat{w}, z)\) descrive solo il cambiamento selettivo. Il cambiamento totale include anche il termine di trasmissione: $$\Delta \bar{z} = \operatorname{Cov}(\hat{w}, z) + \mathbb{E}\!\left[\hat{w}_i \Delta z_i\right],$$ dove \(\Delta z_i = z_i’ – z_i\) è il cambiamento del tratto durante la replica (mutazione memetica: remix, parafrasi, decontestualizzazione). In biologia questo termine è spesso piccolo. Nei memi è frequentemente comparabile o dominante rispetto al termine selettivo. Ignorarlo produce previsioni sbagliate sulla direzione di evoluzione culturale.

Condizione C3 — Fitness non troppo frequenza-dipendente

Il modello tratta \(w_i\) come una proprietà del tipo memetico, stabile nel corso del ciclo di replica. Nei sistemi reali la fitness è spesso fortemente frequenza-dipendente: un meme diventa virale perché altri lo condividono (effetto bandwagon), oppure crolla per saturazione (nausea da overexposure). Questo non invalida la Price equation come identità istantanea, ma significa che la fitness \(w_i\) va rivalutata ad ogni passo e che l’equazione non può essere integrata nel tempo senza un modello della dipendenza \(w_i(p)\).

Condizione C4 — Definizione coerente di “generazione” memetica

La Price equation in forma discreta assume un passo temporale ben definito in cui tutte le istanze si “riproducono” simultaneamente. La diffusione reale è asincrona: un meme postato ieri compete con uno postato un’ora fa. La generalizzazione in tempo continuo richiede la forma differenziale $$\frac{d\bar{z}}{dt} = \operatorname{Cov}_p(r_i, z_i),$$ dove \(r_i = \dot{N}_i / N_i\) è il tasso di crescita istantaneo. Questa forma è valida ma richiede dati sulla dinamica temporale fine, non solo sulle frequenze aggregate.

Condizione C5 — Coerenza della struttura gerarchica

Nella versione gerarchica è necessario che i livelli siano nidificati e che le fattorizzazioni siano coerenti: $$p_{is} = p_s \cdot p_{i|s}.$$ Questo è automaticamente soddisfatto se la struttura è una partizione (ogni meme appartiene a una sola piattaforma / comunità). È violato se un meme circola simultaneamente in più strutture sovrapposte — caso frequente nei sistemi cross-platform. In questo caso si deve passare alla formulazione con \(\sigma\)-algebre non nidificate e la scomposizione additiva non è più garantita.

7. Cosa si guadagna comunque: tre usi del modello

Anche quando le condizioni sono soddisfatte solo parzialmente, il modello offre strumenti analitici di valore.

7.1 Diagnostica della pressione selettiva

Misurare empiricamente \(\operatorname{Cov}_p(\hat{w}, z)\) per diversi tratti \(z\) permette di identificare quali caratteristiche memetiche sono positivamente selezionate in un dato ecosistema comunicativo, senza bisogno di un modello psicologico della condivisione. La covarianza è osservabile dai dati di diffusione.

Analogamente, misurare \(I(S; w)\) per diverse partizioni strutturali \(S\) permette di stabilire empiricamente quale livello gerarchico è il principale driver della selezione: se \(I(\text{piattaforma}; w) \gg I(\text{comunità}; w)\), la selezione opera principalmente tra piattaforme e gli interventi algoritmici a livello di piattaforma hanno effetti di primo ordine.

7.2 Previsione nel regime debole

Quando la selezione è debole — \(w_i \approx \bar{w}\) per tutti gli \(i\), cioè le fitness differenziali sono piccole rispetto alla media — il termine di trasmissione è trascurabile al primo ordine e la Price equation dà previsioni affidabili sulla direzione di cambiamento dei tratti. Formalmente, in questo regime:

$$|\Delta_s \bar{z}| = |\operatorname{Cov}_p(\hat{w}, z)| \approx \frac{\operatorname{Cov}_p(w, z)}{\bar{w}} \ll \bar{z}.$$

Questo regime è realistico per molti tratti culturali in condizioni di equilibrio — non per fenomeni virali, dove le differenze di fitness sono enormi.

7.3 Scomposizione normativa della deriva culturale

La Price gerarchica ha un uso normativo diretto: rende visibile quale livello strutturale è responsabile di quale componente della deriva. Se la polarizzazione media della pool memetica aumenta, la decomposizione risponde alla domanda:

  • L’aumento è dovuto al fatto che le piattaforme più polarizzanti crescono in quota di mercato? (termine tra piattaforme)
  • È dovuto al fatto che, dentro ogni piattaforma, le comunità più polarizzanti diventano dominanti? (termine tra comunità)
  • È dovuto alla selezione individuale dentro ogni comunità? (termine intra-comunità)

Sono tre diagnosi diverse che chiamano interventi radicalmente diversi — regolatori, algoritmici, o educativi rispettivamente.

8. La generalizzazione a strutture continue: la formulazione con σ-algebre

Nella trattazione più generale, la “struttura” non è necessariamente una partizione discreta in piattaforme o comunità. Può essere una variabile continua — la posizione geografica di un individuo, la sua posizione su un asse ideologico, la data di primo contatto col meme. In questo caso si sostituisce la partizione con una sotto-\(\sigma\)-algebra \(\mathcal{G} \subseteq \mathcal{F}\), dove \(\mathcal{F}\) è la \(\sigma\)-algebra completa dello spazio di stati \(\Omega\).

La fitness diventa una funzione misurabile \(w: \Omega \to \mathbb{R}_+\) e la distribuzione post-selezione è definita dalla misura di Radon–Nikodym:

$$Q(d\omega) = \hat{w}(\omega)\, P(d\omega), \qquad \hat{w} = \frac{w}{\bar{w}}.$$

La Price astratta è:

$$\Delta_s \bar{z} = \operatorname{Cov}_P(\hat{w}, z) = \operatorname{Cov}_P\!\left(\mathbb{E}[\hat{w} \mid \mathcal{G}],\, \mathbb{E}[z \mid \mathcal{G}]\right) + \mathbb{E}_P\!\left[\operatorname{Cov}_P(\hat{w}, z \mid \mathcal{G})\right].$$

Questa formula unifica tutti i casi precedenti. Il termine tra strutture è la covarianza tra le aspettative condizionate — la versione “levigata” a livello macro di fitness e tratto. Il termine interno è la media delle covarianze residue dentro le celle strutturali.

La catena di \(\sigma\)-algebre \(\mathcal{G}_0 \subseteq \mathcal{G}_1 \subseteq \cdots \subseteq \mathcal{G}_L\) permette di aggiungere livelli di dettaglio in modo coerente, con una decomposizione additiva esatta per qualsiasi numero di livelli:

$$\Delta_s \bar{z} = \sum_{\ell=1}^{L} \mathbb{E}\!\left[\operatorname{Cov}(\hat{w}_\ell, z_\ell \mid \mathcal{G}_{\ell-1})\right] + \mathbb{E}\!\left[\operatorname{Cov}(\hat{w}, z \mid \mathcal{G}_L)\right].$$

Nel caso memetico, questo permette di descrivere strutture come la rete ego-centrica di un influencer (continua in senso grafico) senza doverla discretizzare artificialmente in comunità.

9. Un’estensione: la Price vettoriale per tratti multipli

Un meme non è caratterizzato da un solo tratto. Si può definire un vettore di tratti \(\mathbf{z}_i = (z_i^{(1)}, \dots, z_i^{(k)})^\top\) e studiare la co-evoluzione di più dimensioni culturali simultaneamente. La Price vettoriale è:

$$\Delta_s \bar{\mathbf{z}} = \operatorname{Cov}_p(\hat{w},\, \mathbf{z}),$$

dove ora la covarianza è un vettore di \(k\) covarianze. L’informazione strutturale si generalizza alla mutua informazione vettoriale \(I(S; \mathbf{z})\). Più interessante è la matrice di covarianza dei tratti pesata dalla fitness:

$$\Sigma_{\hat{w}} = \sum_i p_i \hat{w}_i (\mathbf{z}_i – \bar{\mathbf{z}})(\mathbf{z}_i – \bar{\mathbf{z}})^\top,$$

che misura quanto la selezione agisce su combinazioni lineari di tratti (analogo culturale dell’equazione di Lande-Arnold). La direzione di massima variazione selettiva è l’autovettore dominante di questa matrice.

10. Conclusione: selezione come aggiornamento informazionale

Il quadro che emerge è questo. La diffusione culturale dei memi può essere trattata con le stesse strutture matematiche della selezione naturale, a condizione di rispettare cinque condizioni operative — C1–C5 — che nel caso culturale sono più stringenti che in quello biologico. Quando queste condizioni sono soddisfatte, anche parzialmente, si ottengono tre strumenti analitici: una diagnostica empirica della pressione selettiva, una previsione delle derive nel regime debole, e una scomposizione normativa dei contributi per livello strutturale.

Il legame con la teoria dell’informazione aggiunge un secondo piano di lettura. La selezione memetica non è solo un cambiamento di medie: è un aggiornamento della distribuzione \(p \to q\) la cui ampiezza è misurata dalla divergenza di Jeffreys \(J(p,q) = \operatorname{Cov}_p(\hat{w}, \log \hat{w})\). La struttura gerarchica — piattaforme, comunità, reti — organizza e distribuisce questa informazione selettiva su più livelli, ciascuno dei quali può essere quantificato dalla mutua informazione tra struttura e fitness.

La formulazione più generale, con le \(\sigma\)-algebre, libera il modello dalla dipendenza dalle partizioni discrete e lo rende applicabile a qualsiasi struttura informativa — geografica, temporale, di rete — che possa essere descritta come informazione parziale sullo spazio degli stati memetici.

La selezione culturale, come quella biologica, agisce sempre rispetto a una struttura informativa del sistema. Quella struttura — sia essa una piattaforma, una comunità, un algoritmo o una rete interpersonale — non è il contorno della dinamica: ne è la condizione di possibilità.

Nota sulle fonti. La struttura matematica di questo saggio è sviluppata a partire dalla formulazione presentata in Equazione di Price, informazione e strutture gerarchiche (humai.it), di cui questo lavoro costituisce un’estensione applicata. La Price equation originale è in G. R. Price, Selection and Covariance, Nature 227, 1970. Il concetto di meme è in R. Dawkins, The Selfish Gene, 1976. Le connessioni con la teoria dell’informazione sono ispirate al programma di ricerca di C. T. Bergstrom e M. Rosvall sulla selezione e la KL-divergenza.